Orgoglio e Pregiudizio

 

Il 21 febbraio del 2020 a Codogno, il piccolo e quasi sconosciuto centro del lodigiano divenuto il primo focolaio della pandemia globale in occidente, veniva identificato il primo paziente italiano positivo al Covid.

Ce ne siamo ricordati pochi giorni fa, rammentando quanto in quei giorni che oggi sembrano lontanissimi l’incubo del contagio aveva per noi ancora gli occhi a mandorla ed i contorni di una banale influenza, forse solo più aggressiva e virulenta..

Un anno esatto. Dodici mesi. Un numero infinito di giorni e di momenti nei quali le  Polizie Locali hanno combattuto in prima linea la peggiore guerra che l’umanità abbia vissuto negli ultimi settant’anni.

Le nostre donne e i nostri uomini non si sono mai tirati indietro, hanno fatto fino in fondo il loro dovere nonostante i limiti organizzativi e d’organico, nonostante la paura, nonostante i caduti, quelli che ricordiamo ogni giorno e che porteremo sempre nei nostri cuori, nonostante il numero impressionante di contagiati e le persone care da proteggere.

Le Polizie Locali hanno dato prova di compattezza, senso di responsabilità e di appartenenza, senso del dovere, professionalità, umanità. Per questo motivo l’orgoglio di far parte di questa grande comunità deve essere oggi, in ognuno dei suoi appartenenti, il sentimento dominante, al di là ed oltre le legittime rivendicazioni e tutte le miserie umane che, come in tutte le altre organizzazioni, non cesseranno mai di esistere.

Orgogliosi di quello che sono e di quello che fanno, al servizio della collettività, dei più deboli.

Orgogliosi dei nostri colleghi più anziani che nonostante la stanchezza e i problemi di salute hanno dato il loro determinante contributo senza mai tirarsi indietro, consapevoli che quando si combatte una guerra bisogna anche accantonare la giusta e sacrosanta richiesta di lavorare meno di quelli più giovani.

Orgogliosi dei ragazzi a tempo determinato della Polizia Locale di Napoli, che senza alcuna esperienza si sono forgiati nel fuoco di una situazione senza precedenti e che costituiscono oggi una risorsa imprescindibile per il corpo e per il popolo napoletano.

Orgogliosi del nostro sindacato, dei suoi dirigenti, della Segretaria Roberta Stella, delle RSU e di tutti i delegati di reparto cha hanno tenuto alto il profilo della nostra storia, fatta di senso di responsabilità, coscienza dei problemi complessivi e visione del futuro.

Orgogliosi, oggi, nonostante il pregiudizio che troppe volte quella collettività che  difendono e tutelano ha manifestato nei loro riguardi.

E’ stata dura restare in prima linea ed affrontare quotidianamente i limiti personali e collettivi dovendo fare i conti con le accuse gratuite sui social, diventati ormai raccoglitori dei peggiori istinti collettivi, con le minacce, con i cittadini armati di cellulare e tanto tempo libero appostati come corvi affamati in attesa di un attimo di rilassamento o distrazione da dare in pasto alle masse, a tutti coloro per i quali sono soltanto quelli che tolgono il pane ai loro figli, a quegli uomini politici che sulle presunte inadempienze della Polizia Locale hanno costruito la propria immagine ed il proprio consenso.

E’ stata dura credere nella solidarietà istituzionale nonostante il pregiudizio di coloro che dall’alto delle loro importantissime cariche politiche se la prendono con la Polizia Locale per contese nelle quali le lavoratrici ed i lavoratori non entrano e non vogliono entrare, tanto più coloro che indossano una divisa e che sanno di essere servitori dello Stato, non certo guardie armate di questo o quel sindaco.

E’ stata dura e continuerà ad essere dura ma i poliziotti locali non molleranno, saranno sempre in strada a combattere perché sanno che al di là del pregiudizio dei pochi che fanno molto rumore c’è la stima e l’affetto dei tanti che gli vogliono bene e per i quali la loro presenza costituisce un punto di riferimento insostituibile, un presidio costante di legalità e di giustizia.

Per loro, soprattutto, ma anche per quelli che non li amano e non perdono mai l’occasione di insultarli, essi continueremo a dare orgogliosamente il meglio di loro stessi.